cuissardes1_louisvuitton_fwLe fashion addicted ne possiedono già almeno un paio, le altre, ne siamo certe, li avranno presto: stiamo parlando degli stivali a mezza coscia, che fanno subito un po’ pirata, un po’ gaucho, un po’ Pretty Woman.

Aderenti o cascanti, con il tacco vertiginoso o ultrapiatti, sottolineano gambe lunghe e magre e si portano con leggings, skinny jeans o con minidress ampi.

Neri e sexy, garantiscono un effetto femme fatale immediato grazie anche alle infinite declinazioni (stringati, con cinturini, con fibbie oversize, con decori bijoux) che richiamano tutte le suggestioni dell’insolito e del proibito, dal gotico al sadomaso. In puro stile Lady Gaga.

Ma gli stivali cuissardes non sono solo questo, non più almeno.

Ultrapiatti, in suede o tessuti tecnici, sono perfetti per il grande freddo che, c’è da scommetterci, prima o poi arriverà. Con la suola carrarmato da pescatore sfidano le piogge autunnali mentre i dettagli “horse-boots” donano un effetto british, romantico e un po’ retrò. Proprio quel sapore da cavaliere medievale che è all’origine del nome (cuissardes deriva da cuisse, coscia).

Lanciati negli anni Sessanta in Francia da Paco Rabanne, Pierre Cardin e Yves Saint-Laurent i cuissardes furono subito amati, soprattutto nella versione in vinile, dalle icone dell’epoca come Brigitte Bardot e Jane Birkin. Dopo un lungo periodo di oblio fu Vanessa Paradis a “rispolverarli” negli anni Novanta, anticipando un trend destinato a esplodere solo nel decennio successivo.

Nell’agosto del 2007, Vogue pubblica le foto di Carla Bruni con indosso solo i cuissardes di Chanel: è la consacrazione. Poco dopo, gli indomiti stivali compaiono alle gambe di Kate Moss e di Madonna. Donne diverse per stili diversi, eppure ognuna di loro ha saputo interpretare i cuissardes secondo la propria personalità. Perché il segreto degli stivali più audaci della stagione è proprio questo: indossarli non basta, bisogna amarli…

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